La Gavazzi: una comica, una filosofa
Il video che ho condiviso l’altro giorno sulle dive e «l’usanza della voce di petto» si conclude con lo scambio tra Zucker e Carla Gavazzi. Al di là della questione “voce di petto”, lo trovo entusiasmante.
L’ “usanza” della voce di petto
C’è un documentario che è noto a tutti i melomani. Si tratta di Opera fanatic (1999), diretto da Jan Schmidt-Garre. Guidato da Stefan Zucker, il cui cognome prelude alla sua voce zuccherina, lo spettatore viene condotto nelle case di alcune celebri dive degli anni Cinquanta.
Le piacciono le tonicizzazioni del II grado?
Vorrei considerare una sola frase contenuta nel Cratilo che, praticamente, è una definizione del concetto di “nome”.
Il nome è uno strumento atto a insegnare qualcosa e a distinguere l’essenza.
Camelie cangianti
Ne La Traviata questo scambio può passare inosservato. Si è appena concluso un celebre duetto, si sentono di sottofondo temi già noti, ci si avvicina all’aria della protagonista. Tuttavia, è l’unico (vago) accenno al titolo del romanzo da cui l’opera è tratta.
Un patto col diavolo
Nel 1840 lo scrittore francese Nestor Roqueplan coniò il neologismo lorette. Con esso si indicavano le prostitute d’alto bordo nella Francia borghese di Luigi Filippo d’Orléans, che aveva definitivamente soppiantato (o rinnovato) la Francia aristocratica e reazionaria di Carlo X (quello che toccando gli scrofolosi sul capo al motto di “il Re ti tocca, Dio ti guarisca” pretendeva di curarli).
Violetta, una cosa
In più punti de La signora delle camelie Dumas insiste sull’idea della cortigiana come cosa. Cosa significa essere una cosa? Qual è la differenza tra una cosa e un essere umano?